IL LORO PRIMO OMICIDIO

Arthur Fellig, soprannominato Weegee per la sua capacità quasi soprannaturale di arrivare sul luogo del crimine contemporaneamente o addirittura prima della polizia, raggiunge la fama grazie a una ricca serie di scoop fotografici che raccontano omicidi, risse, corpi dilaniati ma anche la curiosità delle persone che si accalcano per vedere.

Nella foto intitolata “il mio primo omicidio” ci mostra un gruppo di adulti e bambini che sgomitano per ammirare qualcosa che si trova alle spalle del fotografo. I bambini fanno ressa con semplicità e violenza e cercano a tutti i costi di vedere. All’interno del gruppo si staglia il gesto di una bambina vestita elegantemente, che è riuscita a sfondare la linea dei privilegiati in prima fila e ora può guardare rapita lo spettacolo.

Il titolo di questa immagine indimenticabile “il loro primo omicidio”, è ciò che il fotografo non mostra, è quello che i bambini vogliono vedere a tutti i costi: il cadavere di un uomo ucciso a colpi di pistola. L’omicidio è riflesso negli occhi di questi bambini che perdono così la loro innocenza.

Quello che incuriosisce gli editori non sono solo gli scatti di Weegee ma il suo modo di pensare e di vivere. Per consegnare le fotografie ai giornali prima di ogni altro arriva a ricreare una camera oscura all’interno dell’auto.

“La mia macchina era diventata la mia casa: era una due posti, con un baule extra large, mettevo tutto lì, una macchina fotografica in più, una torcia elettrica, una macchina da scrivere, stivali da vigile del fuoco, scatole di sigari, salami, pellicole infrarossi per scattare nel buio, un cambio di biancheria intima, abiti, scarpe e calze extra. Non dovevo più aspettare che il crimine venisse da me, potevo seguirlo. La radio della polizia era il mio modo di vivere… La mia macchina fotografica, la mia vita, il mio amore, la mia lampada di Aladino.”

La capacità di narrare storie attraverso le immagini lo porta ad esporre la sua prima personale al Photo League di New York, la mostra si intitola: “Murder is my business”. Durante questo periodo inizia a sperimentare anche con una macchina da presa 16 mm.

Subito dopo il Modern Art acquista cinque sue fotografie per inserirle nella permanente “Action Photography”. Questo evento lo porta al successo e con esso arrivano denaro, belle donne e richieste di collaborazione. Si fa avanti anche Hollywood, dove si trasferisce nel 1947 per fare da consulente al film Naked City ispirato al suo libro. Incentrato sul ritrovamento del corpo di una modella che aveva cercato il successo a New York, il film girato da Jules Dassin, riesce ad aggiudicarsi due Oscar.

Weegee si inserisce piuttosto bene nell’ambiente del cinema tanto che Charlie Chaplin lo osanna dicendo che Naked City è per lui una delle cose più toccanti che abbia mai visto, gene Kelly dà la prima festa in suo onore e attori come Gary Grant gli chiedono l’autografo. È fotografo di scena, consulente speciale, nonché, in alcuni film, attore.

Nel 58 viene chiamato da Kubrik come consulente per le riprese del film “Il dottor Stranamore”.

Cresciuto a contatto con la dura e violenta realtà della strada Weegee ha rappresentato la degradazione umana nei suoi aspetti più sordidi e squallidi, mostrando gli orrori concreti della violenza e della miseria della città di New York.

Lui stesso dichiara: “Ho scattato le immagini più famose di un’epoca violenta, le foto che tutti i grandi quotidiani, con tutte le loro risorse, non riuscivano ad avere ed erano costretti a comprare da me. E scattando quelle foto, ho fotografato anche l’anima della città che conoscevo e amavo”.

Negli ultimi anni usa anche la fotografia a infrarossi per ritrarre la vita oziosa dei caffè dell’alta società e per smascherare le apparenze artificiose di eleganza e decoro. Attraverso la pellicola infrarossa Arthur Fellig è riuscito a portare alla luce elementi non immediatamente evidenti allo sguardo e a cogliere così i segreti più intimi degli individui.

Laura Soro

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