Doppelgänger: il sosia

Il Doppelgänger è un fenomeno di sdoppiamento. Il doppio, l’immagine riflessa che riusciamo a percepire senza la presenza di uno specchio. Secondo storie mitologiche veniva considerata la parte maligna di noi stessi e una volta arrivata e percepita era impossibile da eliminare totalmente. Si considerava il sosia come la parte più crudele di noi stessi, quella senza scrupoli, in grado di commettere le azioni più terribili.

In psicanalisi ci sono stati molti studi sul fenomeno del doppio. Sigmund Freud collegò al fenomeno dello sdoppiamento quello della teoria del perturbante. Con l’impressione di perturbanza (Unheimlickeit) provocata da un evento è connessa una mancanza di orientamento. Quando una persona prova un sentimento diverso ha un senso di mancanza di riferimento. Un sentimento insolito che una persona non riesce a controllare, che destabilizza perché diverso dai sentimenti provati in passato. Questo senso di affanno viene indicato come perturbante. Quindi una sensazione o un momento nuovo e incontrollabile viene percepito in senso negativo, un senso di sbandamento e di paura. Risulta però particolarmente soggettivo tale senso di confusione che può essere provato in base alla sensibilità e alla vita di ogni essere umano e a volte non viene provato affatto. Per generare il sentimento del perturbante risulta necessario che un soggetto sia predisposto emotivamente a farlo sorgere. Freud concentra le sue riflessioni sul legame che viene a crearsi tra l’uomo, il suo doppio e la sensazione perturbante che ne scaturisce.

Per Freud nel doppio si percepiva il motivo del fenomeno del perturbante. Lo sdoppiamento consisteva in una proiezione di sé stessi, una comparsa di soggetti identici a noi. Secondo Freud tali soggetti rappresentavano la forma più intima di noi dove erano nascoste pulsioni e impulsi che appartenevano all’inconscio. Lo sdoppiamento fa si che l’uomo possa guardarsi dall’esterno ma nel suo intimo. Analizzando meglio il fenomeno però il sentimento angoscioso viene originato in realtà non da un evento mai provato ma da un evento del nostro passato che conosciamo e che si ripete generando in noi un turbamento. L’elemento angoscioso, l’elemento perturbante non risulta estraneo ma è una condizione rimossa che viene di nuovo percepita.

In molti racconti mitologici e fantastici si può collegare tale teoria di Freud del perturbante al doppio. L’apparizione del doppio viene quasi sempre legata ad un momento di crisi che necessita di una svolta esistenziale, una necessità di trasformazione per uscire da quella situazione. L’esistenza improvvisa del doppio è caratterizzata dalla necessità di una trasformazione interna a noi stessi che può essere vissuta in modo persecutorio, da questo il carattere perturbante del Doppelgänger.

In letteratura il tema del doppio viene affrontato spesso, come nel caso del romanzo “Il sosia” di Fëdor Dostoevskij in cui il protagonista, dopo essere stato umiliato, incontra una figura che ha i suoi stressi tratti, ha il suo nome e la sua stessa storia. Si tratta di una figura che umilia il protagonista in ogni situazione, è il suo antagonista, un personaggio negativo che lo segue costantemente. In realtà il sosia è una proiezione dell’aspetto più negativo di sé che porterà ad una totale follia dell’eroe.

 

 

Anche sul grande schermo viene spesso analizzata la tematica del doppio come nel film “il cigno nero” di Darren Aronofsky, dove la protagonista, interpretata da Natalie Portman, compie delle vere opere di autodistruzione e autolesionismo dopo una serie di allucinazioni. Si scoprirà alla fine che la sua rivale, il nemico, non è rappresentato da nessuna persona estranea ma da sé stessa.

 

 

 

Il tema del doppio è stato affrontato anche in una recente serie tv e visibile sulla piattaforma Netflix: Curon. Curon è un paese della provincia di Bolzano ed è caratterizzata dalla presenza di un lago artificiale (lago di Resia) che, per la sua realizzazione, causò la scomparsa della vecchia Curon. Della vecchia Curon si può notare solo il campanile della vecchia chiesa che continua ad uscire dalle acque del fiume. Durante la stagione fredda, quando il lago gela, il campanile è raggiungibile a piedi. Una leggenda racconta che in alcune giornate si sentirebbero ancora suonare le campane, rimosse invece dal campanile nel 1950. In questa ambientazione misteriosa viene sviluppata la serie Curon.

La serie racconta la storia di una donna che torna nel paese natio insieme ai due figli gemelli adolescenti. La donna torna dal padre, nel suo vecchio hotel e affronta di nuovo le problematiche e i misteri della propria infanzia. Durante la permanenza nel paese la donna scompare e dal figlio viene trovata incatenata nella camera dell’hotel una donna uguale alla madre. Si rivelerà la sosia, il doppio, la parte più maligna della donna che vuole impossessarsi del suo corpo, della sua mente e della sua vita distruggendola del tutto.

 

 

Susanna Marrama

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